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Antonio Ruberti scienziato, politico, umanista
ALLEGATO

Presentazione
Questo libro è una concisa antologia cronologica di scritti e discorsi di Antonio Ruberti,1 “scienziato, politico, umanista”. Ben lungi dalla pretesa di essere una summa della vastissima produzione dello studioso e del politico - impresa di notevole complessità, cui si stanno dedicando la Fondazione Antonio Ruberti, l’associazione Immaginare l’Europa e l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici - il volume si propone come un vademecum nel quale, attraverso testi o anche semplici brani, nonché alcune testimonianze di esponenti della cultura e delle istituzioni, si prova a ripercorrere le tappe lungo le quali si sono sviluppati il pensiero e l’impegno di Antonio Ruberti negli anni in cui è stato, in successione, rettore dell’Università di Roma “La Sapienza” (1976-1987); ministro prima del dicastero per il Coordinamento della Ricerca Scientifica e tecnologica e poi di quello dell’Università e della Ricerca (1987-1989); commissario dell’Unione europea per la Scienza, Ricerca e Sviluppo (1993- 1995); deputato al Parlamento italiano e presidente, presso la Camera dei deputati, della Commissione speciale per le Politiche Comunitarie e quindi della Commissione Politiche Comunitarie dell’Unione europea (1996-2000).2 Vale la pena di ricordare che proprio nel periodo in cui Ruberti è stato Commissario europeo, si è ridisegnata la concezione comunitaria della educazione e sono stati varati importanti programmi come Socrates-Erasmus e Leonardo, che ogni anno coinvolgono migliaia di giovani e centinaia di università e imprese europee, creando quelle infrastrutture della conoscenza e quella rete di relazioni umane e istituzionali al cui raggiungimento il suo lavoro è stato sempre dedicato.

Si è qui cercato di mettere in evidenza i concetti e le proposte che hanno costituito la trama fondamentale del pensiero di Ruberti: difesa della ricerca libera e di base e primato di una università autonoma e rinnovata ma non immemore della propria storia; problemi etici, ambientali e sociali causati dallo sviluppo e irrinunciabile correlazione delle scienze naturali-matematiche con quelle umane3; crescita esponenziale del bisogno di diffusione e aggiornamento delle conoscenze, a tutti i livelli dell’istruzione; importanza della istruzione e formazione lungo l’intero arco della vita e costituzione di una “società dell’apprendimento”; necessità di uno spazio comune europeo dell’indagine scientifica, dell’insegnamento e della formazione e “triangolo virtuoso ricerca- istruzione-formazione”; il “capitale immateriale” del sapere – dalla tradizione popolare alla dottrina - come ricchezza e sostegno dell’identità europea.

Sono temi che in questa selezione4 ricorrono a volte in più di un testo. Ma - il lettore potrà giudicarlo - non sono ripetizioni: si tratta piuttosto di princìpi da affermare e di finalità da perseguire su cui Ruberti, intellettuale convinto e militante appassionato, non ritiene mai eccessivo insistere. E lo fa sempre in una forma diversa, con una aggiunta, un approfondimento, una sfumatura che, di volta in volta, hanno una propria forza di innovazione e di convinzione. Nell’introduzione al libro Viaggio nei paesi del mito e della retorica, che era in procinto di dare alla stampa al momento della scomparsa, Giuseppe Petronio5 ha scritto: «...In realtà, non ripeto, non ripercorro: salgo su un monte a tornanti, e quindi ritorno tante volte di fronte a uno stesso paesaggio; ma vi ritorno ogni vota e lo vedo, il paesaggio, ogni volta diverso; inquadrato diversamente, su uno sfondo diverso».

Referenti più che illustri Ruberti li trova inoltre nella storia, a lui tanto cara: in un modo o nell’altro, pensatori e scrittori come Pascal, Goethe, Mallarmé hanno espresso un'unica riflessione: quello che conta non è affermare sempre cose nuove ma, anche, saper dire cose certe in modo nuovo.

Il curatore

 
Alberto Pascale