Questo sito utilizza cookies. Continuando a navigare, accetti il loro utilizzo (scopri di più...)

Sei in : Home page - Archivio documenti - Diffusione dell... - Un altro tesoro da salvare
Un altro tesoro da salvare

Il Messaggero

Un tesoro dorme abbandonato in musei e laboratori universitari. Rischia di andare perduto o di essere trafugato e rivenduto. Sono i documenti e gli strumenti di ricerca che testimoniano il progresso della scienza moderna. II ministero per la Ricerca scientifica ha appena presentato un piano per valorizzare questo patrimonio. II ministro Antonio Ruberti lo illustra per «Il Messaggero».

La ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica stanno inducendo e ancora più indurranno mutamenti profondi in tutti i settori dell'attività umana, nella formazione, nel lavoro, nell'uso del tempo libero, a livello sia individuale sia collettivo.

Il controllo di questo imponente processo passa anche attraverso la diffusione della co- noscenza sulla scienza e sulla tecnologia, perché la conoscenza è condizione necessaria anche se non sufficiente per l'allargamento della partecipazione democratica alle scelte.

A questa esigenza deve rispondere anzitutto la scuola, ma un ruolo importante può svolgere il museo scientifico nella sua concezione più moderna. Mi riferisco a quelle istituzioni in cui i risultati della ricerca scientifica e tecnologica vengono presentati e divulgati, utilizzando sia modelli e strumenti sia i moderni mezzi di comunicazione. Esemplificativo da questo punto di vista e La Villette, a Parigi, che esplica concretamente anche funzioni di «laboratorio didattico» per le scuole.

Ma i musei scientifici sono importanti anche per la tutela e la valorizzazione di quel vero e proprio giacimento culturale che è costituito dalle testimonianze e dai reperti che attestano la tradizione scientifica e tecnologica di un paese. E nel nostro esiste un patrimonio di grande valore che ancora non è, nell'opinione più corrente, considerato un bene culturale.

Poiché il nostro Paese, pur disponendo di qualche importante museo e di alcune prestigiose collezioni, non è dotato di strutture adeguate per la tutela della cultura storico-scientifica e per la diffusione della cultura e dell'informazione sulla scienza e sulla tecnologia, mi è sembrato utile costituire nel giugno 1988 un Comitato nazionale per definire un organico programma di interventi.

Il Comitato ha elaborato un documento programmatico contenente proposte concrete per dotare il nostro Paese di un «Sistema Nazionale di Centri e Musei scientifici e storico- scientifici», nel quale convergano le istituzioni già esistenti, potenziate e riformate, e le nuove da realizzare.

Obiettivo del sistema è la promozione, la valorizzazione, la diffusione della cultura scientifica e tecnologica, anche attraverso le nuove metodologie divulgative e didattiche, ed insieme la tutela e l'esposizione del patrimonio scientifico e tecnologico di interesse storico. Il sistema deve prevedere una distribuzione armonica sul territorio, assicurando la salvaguardia della specificità delle varie istituzioni e, insieme, l'integrazione delle loro funzioni. La varietà delle tipologie museali (dal museo storico al museo didattico, dall'archivio al parco scientifico, dalla biblioteca all'orto botanico) può costituire un elemento di vitalità in questa visione unitaria.

Il documento affronta anche il problema del restauro degli strumenti scientifici, della co- struzione di uno schedario nazionale di questo giacimento culturale, della costituzione di un laboratorio di produzione di materiali di informazione e divulgazione.

E' un programma di grande importanza al quale la nostra tradizione scientifica ed il nostro ruolo tra i paesi industrializzati ci impongono di por mano, attraverso iniziative legislative specifiche o adeguati stanziamenti. Appare utile perseguire in questa iniziativa il coinvolgimento del sistema produttivo.
Il Comitato ha anche delineato un insieme di iniziative che si possono assumere nella fase di elaborazione degli interventi organici, coerenti con il disegno complessivo.

Poichè il programma coinvolge la responsabilità del ministero dei Beni Culturali si è elaborata un'intesa tra questo Ministero e quello della Ricerca sia per le iniziative più urgenti sia per quelle di più largo respiro. E mi piace sottolineare la completa disponibilità alla collaborazione che si è manifestata per questa iniziativa.

A me pare che si sia affrontato in modo concreto un problema di grande rilievo sia sul piano culturale sia su quello operativo. Sul piano culturale viene posto, in modo chiaro e dunque ineludibile, il problema della tutela come bene culturale dello strumento e del reperto scientifico; è un contributo al superamento di una visione riduttiva del bene culturale.
Sul piano operativo, si prende atto delle carenze e dei ritardi della struttura museale scientifica e storico-scientifica del nostro Paese, della domanda crescente di informazione e di iniziativa che è presente in tante realtà locali (da Roma a Firenze, da Napoli a Trieste, a Bologna...) per assumere come obiettivo la realizzazione di un sistema nazionale che integri e coordini la varietà e la molteplicità di ciò che esiste e di ciò che si deve costruire in un disegno unitario.

Mi auguro che questa iniziativa trovi un sostegno largo, anche attraverso il contributo di proposte e di indicazioni che arricchiscano l'ossatura del progetto che si è impostato.

Allegato:
Autore: Antonio Ruberti
21/03/1989 - Tipologia: Articolo - Argomento: Diffusione della Cultura Scientifica