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SCIENCE MUSEUM

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Intervento del Prof. A. Ruberti Vice-Presidente della Commissione delle Comunità europee alla cerimonia organizzata dal Science Museum per l'inaugurazione della prima settimana europea della cultura scientifica

Signor Ministro, Signor Presidente, Signor Direttore, Signore, Signori,

E' un grande piacere per me partecipare a questa cerimonia organizzata dal “Science Museum” in occasione dell'apertura della prima “Settimana Europea della Cultura Scientifica” e del lancio del numero speciale del “Public Understanding of Science” sul tema “Scienza e Cultura in Europa”.

Questo piacere é in verità duplice. Il piacere, innanzitutto, di vedere, grazie all'ampia mobilitazione dei ricercatori, dei professionisti della comunicazione e dei responsabili dell'educazione di numerosi paesi, materializzarsi l'idea che, nel campo della promozione della cultura e dell'educazione scientifica, come in altri settori, è, al contempo, possibile e utile agire a livello europeo.

Da un certo numero di anni, come sapete, la Comunità europea conduce una politica di ricerca propria. Concepita nell'obiettivo, secondo la formula consacrata, di “completare e rafforzare gli sforzi nazionali”, questa politica si basa su un principio fondamentale: si intraprendono a livello comunitario tutte le azioni che, per ragioni di costo, dell'entità delle competenze richieste o per la natura dei problemi interessati, è più razionale eseguire su scala europea.

Il risultato più evidente dell'azione della Comunità, è la creazione, nel corso degli anni, di un numero importante di reti di collaborazione su scala europea che associano ricercatori, laboratori e imprese di differenti paesi.

Con il lancio della “Settimana Europea della Cultura Scientifica”, la cooperazione europea in materia di ricerca risulta completata da un principio di collaborazione nel duplice campo della promozione della conoscenza della scienza da parte del grande pubblico e della riflessione sulla scienza.

Anche qui, esistono, in modo incontestabile, delle eccellenti ragioni per agire a livello europeo: la scienza fa parte, indissociabilmente, del patrimonio culturale europeo; essa gioca un ruolo centrale nella società europea d'oggi; in questo campo, ugualmente, la riunione delle competenze e delle risorse presenti nei diversi paesi, consente di conferire maggior impatto alle azioni intraprese.

Qui l'Europa può ancor più fare affidamento su una grande varietà di tradizioni, preziosa nella sua stessa diversità. Raggruppando sotto la stessa copertina una quantità inedita ed impressionante di informazioni, il numero del “Public Understanding of Science”, presentato oggi, traccia un quadro sorprendente per la sua ricchezza ed i suoi contrasti: gli approcci, gli strumenti di predilezione, gli stili: ogni paese possiede specificità proprie. Tutto ciò rappresenta un capitale culturale enorme che bisogna assolutamente proteggere e valorizzare.

Un duplice piacere, come ho detto all'inizio. La mia seconda fonte di soddisfazione è vedere l'entusiasmo con cui la comunità britannica dei divulgatori della scienza si è lasciata coinvolgere nell'iniziativa della “Settimana Europea”, la qualità dei progetti a cui ha dato vita, e la loro dimensione autenticamente europea.

Se c’è un paese in cui si è sviluppata una potente ed indiscussa tradizione in materia di divulgazione della scienza, questo è certamente il Regno Unito. Ieri, con Peter Medawar e John Haldane, oggi, con Max Perutz o John Maynard Smith, il vostro paese ha dato all’Europa, al contempo, grandi scienziati e grandi scrittori della scienza. I programmi scientifici della BBC sono peraltro osservati come modelli in tutta Europa; ed in pochi paesi si trova una tale quantità ed una tale varietà di musei scientifici e tecnici.

La ricchezza di questo potenziale conferisce alla volontà di apertura verso l’Europa, chiaramente manifestata dai professionisti inglesi della divulgazione scientifica, una portata di grandissimo rilievo ed importanza. Nel campo della promozione della comprensione e della conoscenza della scienza da parte del grande pubblico, così come della riflessione sulla scienza, la cooperazione europea non è che agli inizi. Ch’essa possa continuare a contare su contributi di tale qualità e vastità, con i migliori auguri per il suo avvenire.

Vi ringrazio della Vostra attenzione.

Allegato:
Autore: Antonio Ruberti
25/11/1993 - Tipologia: Intervento - Argomento: Diffusione della Cultura Scientifica