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Le “Settimane italiane” stanno avendo successo. Diventeranno europee?

Avanti!

La seconda settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica, ora in corso, prende avvio
sulle ali dell'entusiasmo per il successo della Prima Settimana (18-23 marzo 1991) che ha contribuito a porre all'attenzione dei cittadini e delle autorità l'esigenza di una politica incisiva di valorizzazione del patrimonio tecnico-scientifico d'interesse storico e l'urgenza di provvedere con iniziative non occasionali a garantire la diffusione e il continuo aggiornamento di una seria cultura tecnico-scientifica di base.

La risposta del Paese è andata oltre le più rosee previsioni, con più di trecento qualificate manifestazioni, e con una partecipazione del pubblico davvero incoraggiante. Si è così soddisfatto il bisogno della gente e del mondo della Scuola di stabilire un contatto tecnico con gli episodi e i protagonisti della ricerca tecnico-scientifica, con i luoghi dove si fa ricerca e con problemi di organizzazione, di finanziamento, intellettuali, civili e morali che scandiscono il complesso orizzonte del sapere scientifico e delle straordinarie potenzialità che ne derivano sul piano delle applicazioni.

Un esito incoraggiante e una partecipazione così appassionata mi hanno stimolato a riproporre la Settimana che vede un intervento di enti di ricerca, di aziende pubbliche e private e di operatori del mondo dell'educazione ancora più massiccio, e che è inoltre caratterizzata da una capillare diffusione nell'intero territorio nazionale.

Nell'anno trascorso dalla prima edizione della Settimana il Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica ha compiuto diversi passi per creare un sistema di efficienti istituzioni permanenti che garantiscano una capillare e continuamente aggiornata diffusione della cultura tecnico-scientifica, provvedendo, nel contempo, alla valorizzazione dell'enorme giacimento di reperti che attestano l'importanza fondamentale che i fattori scientifici e tecnologici hanno rivestito lungo l'intera storia dell'umanità. In particolare sono soddisfatto per la sollecita approvazione, nella scorsa primavera, della legge per la diffusione della cultura scientifica che offre il sostegno e l'incoraggiamento dello Stato a chi lavora in questa direzione.

Vorrei sottolineare che l'edizione di quest'anno registra pure un primo sforzo verso una tematizzazione della Settimana, che nel futuro potrà essere forse ancora più marcata.

Molte delle iniziative e alcuni degli eventi più significativi sono caratterizzati infatti dall'impiego di tecnologie avanzate, sia per prefigurare le caratteristiche dei futuri musei e centri scientifici «virtuali», sia per esplorare le potenzialità didattiche dei sussidi multimediali, sia per dimostrare le opportunità delle tecnologie telematiche nella costruzione di una rete perfettamente collegata di musei e nell'attuazione di un sistema di trasmissione diretta nelle aule scolastiche di informazioni e di riflessioni sulla scienza e sulle sue applicazioni.

La Seconda Settimana vede, come nella precedente edizione, la stretta collaborazione del Ministero della Ricerca con quello della Pubblica Istruzione, che ha compreso l'arricchimento che iniziative come questa possono offrire al mondo della Scuola; con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, che ha definito e siglato recentemente un Accordo di Programma nel quale assumono un rilievo centrale sia la comune preoccupazione di procedere al recupero e alla valorizzazione dei beni culturali scientifici dei quali è ricchissimo il nostro Paese, sia di sviluppare la ricerca in tema di nuove tecnologie per i beni culturali, un campo di grande prospettiva che si avvarrà del determinante apporto di ricerca di uno specifico Progetto Finalizzato del CNR. Mi preme anche ricordare l'interesse del Ministero degli Affari Esteri.

Vorrei terminare con l'auspicio che, sul modello dell'esperienza italiana, divenga presto realtà l'idea di una Settimana europea della scienza e della tecnica, secondo il voto espresso da autorevoli delegati stranieri in occasione del recente simposio sulla storia della scienza (13-14 dicembre 1991) organizzato dalla Commissione della Comunità Europea presso l'Istituto Universitario Europeo di Firenze.

Allegato:
Autore: Antonio Ruberti
08/05/1992 - Tipologia: Articolo - Argomento: Diffusione della Cultura Scientifica