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I LUOGHI DELLA SCIENZA

Gli Speciali di Ulisse 2000 - Ed. Alitalia Suppl. n° 27 - 28 Anno VI Ott. - Nov. 1985

Da Galileo a Fermi: viaggio nei luoghi della ricerca.

La scienza, che insieme con la tecnologia ha avuto ed ha un impatto enorme sulla storia
dell'umanità, è un frutto generato dalla cultura europea, il frutto che più rapidamente ed estensivamente si è riprodotto e si è sviluppato all'interno delle altre culture. E se oggi, anche nell'immagine popolare «luoghi» decisivi sono in altre aree del pianeta, le radici sono tutte nei paesi europei ed i luoghi della scienza di questi paesi testimoniano gli sforzi, a livello nazionale o di cooperazione europea, per mantenere un impegno all'altezza delle tradizioni. L'Italia vive questa situazione in modo paradigmatico.

Fisica. Tanti i nomi ed i luoghi, ma non si può non partire da Galileo, uomo del Rinascimento e primo scienziato moderno. A Firenze il Museo di Storia della Scienza offre una emozio- nante raccolta di suoi strumenti ed a Roma la prestigiosa Accademia dei Lincei ricorda con la sua tormentata storia, che si intreccia con la storia stessa dell'autonomia della ricerca scien- tifica, questo suo insigne membro, che dal 1611 aggiunse sempre al suo nome la qualifica di Lyncaeus.
Altri riferimenti ed itinerari si possono costruire intorno a Galvani, a Volta, a Marconi ed ai loro contributi nel campo dell'elettricità e delle radiotrasmissioni.

Ma un itinerario più vicino nel tempo, strettamente legato agli sviluppi della conoscenza del mondo fisico ed alle applicazioni nel campo atomico, dalla bomba alle centrali, si può costruire intorno al nome di Enrico Fermi e alla scuola di fisica romana. Una raccolta degli strumenti con cui «i ragazzi di via Panisperna» fecero le prime scoperte si può visitare presso il Dipartimento di Fisica dell'Università di Roma «La Sapienza» ed è una testimonianza, unica a suo modo, delle trasformazioni che hanno subito in poco più di cinquant'anni i laboratori e gli strumenti di ricerca.

Ma non vi sono solo questi santuari prestigiosi; i fisici italiani, nelle Università e attraverso l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, sviluppano programmi di grande impegno e validità, collaborando alle ricerche del CERN a Ginevra che hanno assicurato all'Europa successi importanti, emblematicamente rappresentati dal primo Nobel a Rubbia.
Una recente rilevante impresa italiana è quella del Laboratorio del Gran Sasso alle porte de L'Aquila, che, grazie ai soprastanti millecinquecento metri di roccia, realizza condizioni di minimo fondo cosmico. Sono così possibili programmi di ricerca che combinano l'interesse astrofisico con quello per le particelle elementari.

Matematica. Gli studi matematici hanno una grande tradizione in Italia; basti ricordare i nomi di Cardano, Cavalieri, Torricelli, Lagrange e, in tempi più recenti, fra la fine dei secolo scorso e i primi del 900, Bianchi, Dini, Peano, Volterra, Levi Civita. Se nei primi anni di questo secolo si è affermata universalmente la scuola italiana di geometria con Federico Enriquez, Francesco Severi e Guido Castelnuovo (al quale si devono anche significativi contributi sui fondamenti del calcolo delle probabilità) successivamente la ricerca matematica italiana ha ottenuto riconoscimenti internazionali per i suoi studi di analisi matematica e numerica: con Enrico Bombieri che ha ricevuto il premio Fields (non esiste il Nobel per la classe matematica), Mauro Picone, Renato Cacciopoli, Leonida Tonelli, Ennio De Giorgi, Gaetano Fichera.

Questa gloriosa tradizione ha determinato anche la nascita di importanti istituzioni: dall'Istituto per le Applicazioni del calcolo «Mauro Picone» che ha sede a Roma al Laboratorio di Analisi numerica di Pavia, ambedue indirizzati alle applicazioni numeriche, dall'Istituto Nazionale di Alta Matematica di Roma alla Scuola Normale di Pisa, culla dei matematici italiani. Chimica. Con Avogadro, che fondo la teoria molecolare, cardine di ogni conoscenza chimica, con Volta, che con la pila aprì la strada all'elettrochimica, e con Selmi, che pose le basi della chimica colloidale, l'Italia partecipa alla nascita stessa e ai primi sviluppi di questo settore scientifico.
Nei tempi più recenti, di grande rilievo sono le ricerche sui polimeri artificiali, coronate nel 1963 dal premio Nobel a Natta, insieme a Ziegler, per l'ottenimento di materie plastiche ad alta cristallinità.

Biologia. Un luogo emblematico per lo sviluppo degli studi moderni di biologia in Italia è la Stazione zoologica (con annesso l'Acquario) al centro del giardino pubblico a Napoli, fondata dal biologo tedesco Anton Dohrn arrivato in Italia intorno al 1870 ricco di entusiasmo per le idee innovatrici di Darwin che egli collocava tra gli scienziati più importanti di tutti i tempi. Egli ottenne subito, per la sua iniziativa, l'adesione dei più importanti laboratori europei a cui si aggiunsero, nel 1888, quelli americani. Nei laboratori della Stazione zoologica hanno lavorato insigni scienziati come i premi Nobel Thomas Hunt Morgan, uno dei padri della teoria cromosomica dell'eredità, Otto Mayerhof noto per i suoi studi sulla contrazione muscolare, Otto Warburg per quelli sulla respirazione cellulare. Tra gli italiani Erspamer e Montalenti.

Ancora a Napoli, negli anni 60, Adriano Buzzati Traverso dà l'avvio alla biologia molecolare in Italia fondando il Laboratorio di Genetica e Biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricer- che; il suo gruppo si estende a Pavia, dove era professore di genetica, e a Roma. Gli sviluppi della genetica e la divulgazione dell'evoluzionismo nel dopoguerra sono legati, oltre che a Buzzati, anche a Luca Cavalli Sforza ed a Montalenti, la cui scuola si è distinta in vari campi della genetica.
Ma luogo importante è l'Istituto Superiore di Sanità a Roma, con i suoi attrezzati laboratori di ricerca in cui hanno lavorato i premi Nobel Chain, uno degli scopritori della penicillina, e Bovet, noto per le sue ricerche sui sulfamidici e gli psicofarmaci. La chimica biologica si è sviluppata soprattutto ad opera di Rossi Fanelli la cui scuola ha dato importanti contributi allo studio della struttura delle proteine.

Scienze della Terra. L'intero territorio italiano - con le Alpi, la Pianura Padana, gli Appennini, le varie isole e gli oltre 7.500 km. di coste marine che fanno da contorno - costituisce un grande insieme di «laboratori naturali» per studiare i molteplici e complessi aspetti della struttura e della dinamica terrestre.

Nelle zone vulcaniche ancora attive, (il Vesuvio, i Campi Flegrei. l'Etna, lo Stromboli, Vulcano) operano specifiche istituzioni scientifiche, come l'Osservatorio Vesuviano di Napoli e l'Istituto Internazionale di Vulcanologia di Catania. Si va realizzando inoltre una rete di stazioni di misura per la prevenzione degli effetti provocati dalle eruzioni e, possibilmente, per la previsione degli eventi vulcanici.

Negli ultimi anni è stata notevolmente potenziata anche la rete sismica su tutto il territorio nazionale, in particolare in regioni come il Friuli e la Campania. Infine va citato un progetto importante di ricerca sull'erosione delle spiagge che interessa gran parte dei litorali italiani, uno degli elementi di attrazione dei nostro paese.

Antonio RUBERTI. Rettore dell'Università «La Sapienza», di Roma. Ordinario di teoria dei sistemi presso la facoltà di Ingegneria. Direttore del Centro di Studio sui sistemi di controllo e calcolo automatici del CNR. Dirige la rivista «Ricerche di automatica».

Allegato:
Autore: Antonio Ruberti
01/10/1985 - Tipologia: Articolo - Argomento: Diffusione della Cultura Scientifica